il primo compagno di viaggio

dopo Batumi sapevo di dover affrontare la vera Georgia quella delle montagne, dove la semplicità della natura prevale su tutto, anche sulla vita delle persone, ho sentito aver passato un confine vero e proprio, ho sentito di essere entrato davvero nel vivo della mia avventura, fatta di paesaggi incontaminati e crudi, di luoghi senza tempo con odori all’apparenza famigliari ma al tempo stesso completamente nuovi… Difficile da spiegare a parole, meglio vivere sulla propria pelle.

mi sono diretto sul passo del Goderzi arrivando a duemila metri di altitudine, dove la gioia per la vista delle montagne si è impadronita di me, proprio come avrei immaginato. Qui però mi sono trovato davanti al primo grande ostacolo… una strada lunga circa ottanta chilometri che va su e giù per le montagne veramente difficile da percorrere a tratti quasi impossibile per il mio carretto, con una pendenza davvero elevata; ma il problema vero è stato il manto del sentiero, alcune persone del posto passando con i loro fuori-strada hanno provato ad avvertirmi , caricare me e la mia casa camminante, ma non ci si capiva bene con la lingua ed io oltretutto non volevo ovviamente un passaggio. il problema era che la settimana prima ha fatto disastri piovendo senza sosta per moti giorni creando frane e rovinando ancora di la via che avrei dovuto calpestare. La strada non era ancora stata pulita ed io arrivato ad un certo punto del percorso in salita con parecchi mezzi, guidati con follia senza sprezzo del pericolo da chiunque (fate conto che non c’era nemmeno il guardrail e la strada costeggiava burroni a non finire), e nessuno si preoccupava troppo del senso opposto di marcia. Pensate me in mezzo a quella bolgia, con la strada fatta solo di pietre e buche, un carretto che pesa almeno quaranta chili, in salita con pendenza elevata e cascate magnifiche di acqua che piombavano sulla strada. su quei ottanta chilometri sono stato costretto a farne un paio sul cassone di un mezzo di trasporto per legname perché, su consiglio anche della forestale, non sarei mai riuscito a trascinare il carretto per quella tratta e devo dire che una volta passata avevano ragione. A malincuore pensandoci dopo mi sono accorto di aver preso la decisione giusta.

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a questo punto non mi lamenterò mai più di una strada, ti accorgi di essere fortunato solo dopo che hai avuto problemi ed esserne uscito bene, ringrazi come sempre di avere quel poco che hai e continui ad andare avanti più forte di prima, dove le cicatrici, non solo quelle fisiche, formano senza che tu te ne accorga uno scudo protettivo per il presente e futuro, ma rimanendo sempre visibili per poterti ricordare ciò che hai vissuto, è un buon modo per non dimenticare il passato in modo da imparare sempre e l’unico modo per imparare a vivere davvero è vivere… cosi ovvio, cosi semplice.

in questo passaggio Georgiano, osservando un paesaggio a perdita d’occhio ed assaporando ogni attimo, sorridendo alle mucche e cavalli lasciati liberi per la strada, ho sempre avuto un compagno di viaggio con me. uno dei migliori che si possa avere.. lui riesce a rinfrescarti nei giorni più caldi, tiene compagnia facendosi sentire costantemente, lui non fa discriminazione non gli porta chi tu sia si comporta con tutti allo stesso modo, può darti anche riparo nel bel mezzo del deserto creando alberi e vegetazione accanto a sé… quindi fornendoti anche lena da ardere nelle notti buie e fredde… volendo può anche nutrirti se uno sa pescare… ovviamente sono pazzo, ma non ancora cosi tanto da creare un’amico immaginario! sto parlando del fiume Potskhovistkali impronunciabile; non ha importanza come si chiamasse è stato un meraviglioso compagno di viaggio ed io non lo dimenticherò.

nel prossimo post vi racconterò dell’entrata in Armenia e di come per la prima volta mi sono trovato in vera difficoltà a livello meteo. la paura rimane sempre li accesa e viva ed io ascolto con grande curiosità la sua voce, non è cosi malvagia come sempre, ha tanti consigli utili da regalare.

sorridete sempre

 

About the author: Mattia Miraglio

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  1. Gianfilippo - 5 Ottobre 2014 at 08:43 Reply

    Ciao Mattia grazie per le immagini e le sensazioni che ne derivano bella la chiosa sulla paura buen camino

  2. alex - 1 Ottobre 2014 at 11:01 Reply

    grande mattia. bravissimo, stai vivendo una cosa unica e goditela sino in fondo.

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